
Buongiorno ai redattori e ai lettori e lettrici. Sono un animatore diocesano del Comitato Giustizia e Pace della diocesi di Ngaoundéré, in Camerun. Ho 26 anni e sono anche animatore nella zona di Djerèm, più precisamente a Ngaoundal, nell’ambito del progetto “Protezione e promozione dei minori nell’Adamaoua” che stiamo realizzando grazie a Incontro fra i Popoli e alla Regione Veneto.
Con il seminario di formazione iniziale propostoci da IfP, le mie conoscenze sulle strategie di protezione e promozione dei minori sono migliorate di molto.
Io, con il Comitato Giustizia e Pace della parrocchia della mia cittadina, che conta 40.000 abitanti, abbiamo realizzato moltissime attività che ci stavano a cuore. Tra queste possiamo citare:
- più di 500 bambini sensibilizzati sui loro diritti e doveri; abbiamo notato un positivo cambiamento nei loro comportamenti;
- più di 500 genitori sensibilizzati sui diritti dei loro figli;
- pagate le tasse scolastiche a più di una decina di studenti vulnerabili;
- realizzate decine di incontri di sensibilizzazione della popolazione sulle procedure di ottenimento degli atti di nascita per i loro figli e sull’importanza di questo atto (più di 500 persone sensibilizzate);
- intervenuti numerose volte alla radio e presso le autorità competenti contro lo sfruttamento dei bambini; tolto una trentina di bambini dal duro lavoro in una cava; assistito ad una presa di coscienza sempre maggiore dei genitori sulle conseguenze dello sfruttamento dei più giovani;
- convinto due scuole a dotarsi di attività generatrici di reddito, visto che lo stato non copre le loro spese correnti e i sussidi per i bambini più poveri; la scuola S. Yves ha optato per le colture ortofrutticole; il Centro di Formazione Femminile per un laboratorio di sartoria; abbiamo offerto loro, con i soldi del progetto, una somma adeguata all’avvio di tali attività;
- accompagnato una trentina di ragazze nel percorso di autopromozione femminile, sensibilizzandole sulle conseguenze di gravidanze e matrimoni precoci e/o forzati;
- formato sulla gestione pacifica dei conflitti i membri delle comunità parrocchiali di giustizia e pace dei paesetti periferici alla città e facenti parte della parrocchia;
- censito i bambini in età scolare e sprovvisti di atto di nascita; poiché erano troppi per il montante monetario a nostra disposizione, non abbiamo potuto avviare le pratiche per tutti; e poi la procedura è veramente lunga e difficoltosa; una trentina di atti di nascita sono ottenuti e 60 dossier sono depositati presso il tribunale.

Le più importanti difficoltà incontrate e contro le quali all’interno del progetto abbiamo lavorato bene sono: il conservatorismo, le incomprensioni, l’ignoranza, la discriminazione di genere, la strumentalizzazione della religione, la lentezza amministrativa, la presenza di leader negativi che proteggono i loro interessi. Queste difficoltà tra l’altro non ci hanno permesso la realizzazione di un’altra attività cui tenevamo molto: un corso di alfabetizzazione per adolescenti, specialmente ragazze.
Ora però, per consolidare i nostri sforzi e far diventare mentalità corrente l’atto di nascita per i bambini, abbiamo ancora bisogno di sostegno.